Ormai l’abbiamo capito: la vera sfida che Veltroni ha lanciato a Berlusconi non ha niente a che fare con la politica. Il duello all’ultimo sangue è, infatti, tutto incentrato sul marketing, sull’efficacia della comunicazione. E’ una lotta all’ultimo slogan tesa a dimostrare che l’ufficio creativo di Pubblitalia a lui gli fa un baffo. E’ una sfida che viene da lontano e che Veltroni ha iniziato già nel 2000 scegliendo, per il congresso DS del Lingotto, quello che solo apparentemente appartiene a don Milani, ma che, in realtà, è il motto intraducibile dei “giovani americani migliori” (e ti pareva!): I care . Sono poi, via via, arrivati a raffica tutti gli altri: Io ci credo – Vogliamo bene all’Italia – Pd decidi tu – La nuova stagione, fino al felliniano Non si interrompe un’emozione preso pari pari da una campagna referendaria comunista (ahi ahi ahi) del 1989 per abolire la pubblicità durante i film. Figuriamoci che cosa riuscirà a partorire adesso che ha a disposizione un intero loft per concentrarsi! Comunque se la Bindi si incazza di più e riesce ad ottenere il congresso e lo fa fuori come segretario, Veltroni un posto assicurato ce l’ha già: l’ufficio creativo dei Baci Perugina!
********A proposito dell’inciucio Veltroni/Berlusconi, a chi gli ricordava che, tutto sommato, anche Berlinguer una volta trattò con Andreotti, Oliviero Diliberto ha prontamente risposto:
"Non mi azzarderei a fare confronti così hard; quella era una fase della vita politica e civile diversa. Berlusconi ha portato una ondata di corruttela che non ha altri esempi nel mondo. Solo in Italia c'è questo guittismo deteriore, portato direttamente dal 'drive in'".Trattando con Silvio Berlusconi sulla legge elettorale, Veltroni sta commettendo "un errore catastrofico", perché "l'accordo tra i due fa inorridire anche gli elettori del Pd"
… e figuriamoci quelli di sinistra!
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