giovedì 27 dicembre 2007

Il nuovo che avanza

Incredibile, ma vero! Leggete un po'...
Ci ponemmo più volte alla testa dell'integrazione europea, riannodando sempre la tela distrutta con costanza e con fede. Avevamo creato tutte le premesse per risolvere con serenità e serietà i problemi sociali. Sembrava che tutti gli italiani potessero finalmente guardare al loro avvenire con grande slancio creativo e con immensa speranza.
Sono bastati pochi anni di instabilità politica, di gara demagogica di partiti e di fazioni, di armeggiare distruttivo di piccoli uomini ambiziosi, inquieti, intriganti, volubili e incompetenti, ognuno a capo di una piccola setta, per far ripiombare l'Italia nel marasma politico, nella crisi economica, nel disordine sociale, nel basso livello morale, nell'equivoco e nella umiliazione internazionale. Gli italiani di tutte le classi hanno perduto la fiducia in se stessi, la serenità, la sicurezza, la speranza in un avvenire migliore. O si adagiano in un conformismo piatto e degradante, o dilapidano i risparmi(…)
Si volevano « allargare » le maggioranze democratiche e si sono assottigliate, si volevano isolare le forze eversive e si sono demolite le dighe morali predisposte per impedire il loro assalto allo Stato, si volevano risolvere i problemi sociali e si è regalata l'incertezza e la miseria, si doveva essere all'avanguardia di un rinnovamento europeo e siamo arrivati allo squallido isolamento dell'Italia in Europa(…)
Come nel primo dopo guerra la Nazione è scossa da scioperi di tutte le categorie sociali, si paralizzano i servizi pubblici, le stesse funzioni essenziali dello Stato (amministrazione, giustizia, sanità pubblica) sono compromesse. In una Repubblica parlamentare la dignità e la sovranità del Parlamento dovrebbero essere garantite e indiscutibili. La sovranità del Parlamento è ridotta a una beffa. L'Istituto, dominato dai partiti e dalle frazioni dei partiti, esautorato, umiliato, ha perduto ogni autorità. Il deputato ha salvaguardie di libertà e di immunità persino dinanzi alla legge penale, ma il primo scagnozzo che diventa segretario di partito ha il diritto di punirlo con reprimende, sospensioni, espulsioni. Il ministro della giustizia promuove procedimento disciplinare contro un magistrato della repubblica che ricerca un corpo di reato in casa di un deputato, ma come segretario di partito espelle un deputato per aver pronunciato un libero di¬scorso al Parlamento.
Il governo è formato con tutti i criteri (dosaggio fra Camera e Senato, fra Nord e Sud, fra partiti e correnti interne dei partiti) fuorché col criterio della competenza. I ministri passano da un dicastero a un altro con una disinvoltura invidiabile. I governi sono fatti e disfatti dai partiti e sono esposti ai mutevoli capricci delle loro fazioni.

r. pacciardi, La crisi della prima Repubblica, in “La Folla, 1964

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